Sui Passi di Celestino – Fontecchio

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Il comune è situato nella valle dell’Aterno, all’interno del Parco naturale regionale Sirente-Velino, area naturale protetta.

Sui passi di Celestino – Fontecchio

Fu fondato da popoli italici, ma nonostante i siti archeologici della località “Il Castellone”, non si sa con certezza quali furono tra Vestini, Sanniti, Marsi, e Peligni. Dell’epoca romana furono ritrovati il basamento del tempio di Giove, la cisterna nel cortile e la torre del Palazzo Corvi, la pavimentazione in laterizio nella chiesa del Convento di San Francesco.

Il borgo vero e proprio si costituì per difendersi dalle invasioni barbariche e durante il Medioevo respinse molti assedi, tra cui quello del 1648 delle truppe spagnole. Secondo la leggenda, durò cinquanta giorni, fino a quando la Marchesa Corvi lo liberò sparando, dal suo palazzo, un colpo contro il capo degli assalitori. Ancora oggi ogni sera, per ricordare la vittoria, l’orologio della Torre batte cinquanta rintocchi.

Tra le architetture religiose troviamo: la Chiesa di Santa Maria della Pace del XVIII secolo, a pianta rettangolare con facciata sobria e un campanile a torre; il Convento di San Francesco d’Assisi, costruito nel XIII secolo, arricchito con affreschi medievali giotteschi lungo le pareti e affreschi con storie di Maria Maddalena nel chiostro; l’ex Chiesa di San Nicola, oggi conservata come un sito archeologico perché non fu ricostruita dopo il terremoto di Avezzano del 1915; la Chiesa della Madonna delle Grazie in stile rinascimentale.

Tra le architetture civili spiccano la Torre dell’orologio e il Castello baronale Corvi. La prima è una parte della vecchia cinta muraria, ha mura spesse che poggiano su una base rocciosa, ed ha pianta parallelepipeda. È dotata di feritoie e caditoie e di un orologio rinascimentale. Inoltre l’arco gotico contiene un affresco della Madonna col Bambino. Il castello Corvi, invece, è una dimora fortificata, con portico quattrocentesco e dopo l’assedio spagnolo diventò la residenza della famiglia Corvi.

È affascinante anche il complesso in Piazza del Popolo, costituito da un muro con edicola votiva ornata da un affresco della Madonna col Bambino tra angeli, e da una fontana trecentesca a vasca circolare usata un tempo dai mastri delle botteghe. Quest’ultima ha al centro una colonna circolare con figure vegetali e umane, dalle cui bocche escono le cannelle, che termina con una lanterna ottagonale a finestrelle gotiche.

Sono ancora presenti le porte della cinta muraria: Porta Castello, presso il palazzo Corvi, con arco a tutto sesto; la Porta dei Santi, inglobata nella torre dell’orologio; la Porta da Piedi, contenuta in un piccolo edificio nella parte bassa del paese; la Porta dell’Orso, in stile gotico.

Nei pressi del centro storico si trova l’Oasi di Fontecchio, con un centro visita, un’area per la fauna selvatica e una zona picnic (pagina facebook dell’Oasi).

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Pellegrino

Deriva dal latino peregrinus (etimologicamente da “per ager”, attraverso il campo), la parola “pellegrino” indica il viaggio o meglio il vagare di qualcuno che è straniero. Tuttavia la parola ha assunto un significato specifico: il pellegrino è un viaggiatore che è spinto da motivazioni diverse dagli affari, dall’incontro di famiglia, dalla curiosità intellettuale.

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