La Storia del Cammino

Sulle traccie degli antichi avvenimenti storici risalenti al XIII secolo in chiusura dell’epoca medievale, il Movimento Celestiniano ha ricostruito, secondo l’attuale visione geografica ed ambientale, quei percorsi spirituali ed umanistici che hanno caratterizzato quell’epoca tanto intensa quanto ricca di contrasti.

Il Cammino del Perdono nasce dal desiderio di riscoprire quegli elementi e quei personaggi che favorirono la rappacificazione tra popoli da secoli in guerra a causa delle famigerate Crociate Cristiane. Il perdono fu la chiave che all’epoca ricondusse alla pace, alla fine delle crociate e alla chiusura di quell’era buia e sterile chiamata Medio Evo, gettando le basi per la creazione della nostra moderna società e dei valori che oggi accomunano i popoli di tutto il mondo, anche quelli apparentemente in contrasto.

Tra i luoghi più importanti dell’epoca, e sulla storia e la vita di San Pietro Celestino V e delle altre figure importanti di quel periodo (Federico II, il sultano al-Kamil, San Francesco D’Assisi), nascono cinque stupendi quanto unici percorsi turistici che attraversano mete sconosciute alle masse e garantiscono un viaggio non solo fisico, ma emotivo e trascendentale, legato ai culti cristiani ma intriso e ricco di tutte le culture e le religioni che nei secoli hanno fuso le loro esperienze.

L’attuale condizione sociopolitica, gli attriti tra le religioni fondamentaliste, la riemersione della minaccia terroristica, riporta alla mante le condizioni di tensione dell’epoca medievale, anche se la situazione appare come ribaltata dopo quasi mille anni.

Torna, perciò, ancora più attuale e utile il messaggio di Perdono che riconduca alla speranza di pace e alleanza tra popoli simili o diversi che siano.

La capacità di perdonarsi e di accerttarsi reciprocamente conduce inevitabilmente ad una condizione di equilibrio e di pace che nulla può compromettere.

Questa esigenza storica rende il progetto del Cammino del Perdono ben più importante di un semplice percorso turistico. Attraverso esso, infatti, è possibile comprendere meglio le condizioni ostiche del passato e le soluzioni che ricondussero alla tolleranza, alla pace e all’accrescimento reciproco.

È un polo di studi, è un percorso culturale, è uno strumento di valorizzazione dei territori ed è aperto a tutte le culture, a tutte le religioni, a tutte le persone di qualsiasi condizione sociale, poiché si pone il chiaro obiettivo di offrire una opportunità di crescita, di comprensione, di analisi, di socializzazione e di introspezione, unica al mondo in luoghi e condizioni assolutamente irripetibili che portano l’indissolubile marchio del “Perdono come strumento di Pace”.

Il Cammino del Perdono quindi adopera lo stimolo e l’esigenza turistica per creare una condizione Emotiva e Culturale tale da non potersi classificare secondo una fascia di età, di reddito o di appartenenza religiosa con la chiara intenzione di affermarsi come modello di turismo sostenibile, interculturale e interreligioso, sul piano internazionale globale.

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foto di un testo antico

Non solo un sistema turistico fine a se stesso, quindi, ma un polo di ricerca e di ricostruzione dei processi di pace che segnarono la storia dell’umanità, mai così attuali, replicabili e futuribili. Un modello di convivenza, tolleranza ed arricchimento reciproco universale ed aperto a tutti gli esseri umani.

Il Distacco

Predisponiti a vivere la tua esperienza in un tempo ed in uno spazio totalmente diverso dalla tua quotidianità.

Diverrai parte dell’ordo peregrinorum: popolo che cammina verso una meta.

La Fatica

La fatica del cammino e della vita del pellegrino ti porranno dinanzi alla tua verità: tirerà fuori il meglio e il peggio di te stesso.

Un’occasione unica di riconciliazione.

La Solitudine

È una delle emozioni più forti del Cammino. Non siamo più abituati ad essere soli, ad ascoltare il nostro respiro e i rumori della natura.

Questa condizione è la chiave del cammino interiore che desideri compiere.

Gli Altri

La fatica e la solitudine, la condivisione di uno stesso obiettivo, ti aiuteranno a scoprire una nuova relazione con gli altri. Scoprirai di averne bisogno e al contempo di essere indispensabile anche tu.

  • La meraviglia

    Finalmente c’é il tempo per guardare. Il cammino è denso di cose che suscitano lo stupore e un’intenso senso di appagamento. Tornerai a vedere un mondo che avevei smesso di guardare.

  • La Tradizione

    Comprenderai l’importanza del tuo tempo e la sua dimensione rispetto al Creato. Camminerai nel solco di una viva tradizione, di cui diverrai parte attiva. Non sarai il primo e non sarai l’ultimo.

Lumaca

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